DREAM, tutto è possibile.

Di Giovanni Angileri

 

Non hai letto la prima parte? Eccola qui!

La grande festa

Per un attimo, quando sono sceso dal mezzo, mi è sembrato di essere in un altro posto, lontano dalla mia città. Quello che sto vedendo è uno spettacolo per i miei occhi. In quella piazza, il verde sfoggiato dagli alberi ornamentali e dal manto erboso da risalto ad una poderosa struttura, dove invece a prevalere, in quest’ultima, sono il colore bianco e azzurro.

Marsala ha,  finalmente, uno spettacolare stadio dall’architettura moderna, stile Juventus Stadium: tanti sono i centri commerciali, ristoranti, pizzerie e negozi di articoli sportivi che insistono dentro i locali, i quali contornano il rettangolo o il campo sportivo.
La dimora di mia sorella è proprio nei dintorni. Quando vado per suonare il citofono sento un boato di grida che proviene dallo stadio.
Mi allarmo, perché fino a poco tempo fa era tutto tranquillo, ma la musica a tutto volume mi fa capire che c’è un concerto.
Mi squilla il telefono. Rispondo alla chiamata di mia sorella che mi chiede dove sono andato a finire e che allo stadio è già incominciata la grande festa, quindi mi ha pregato di fare presto e di raggiungere lei e i miei genitori proprio all’ingresso principale accanto alla biglietteria.
Chiudo il telefono e incomincio a camminare per raggiungere tutta la mia famiglia.
Appena giunto sul posto, saluto affettuosamente i miei cari con un lungo abbraccio. E’ molto piacevole provare la sensazione di stare a contatto con persone dello stesso sangue, d’altronde dopo tanto tempo la stessa sensazione non si può descrivere a parole perché da qualcosa di magico.

Non mi lasciano neanche il tempo di raccontare tutte le emozioni che ho provato da quando ho messo piede in Sicilia che velocemente, sottobraccio, mi portano sui posti già prenotati in tribuna.
Non ricordo l’ultima volta che allo stadio marsalese si registrasse il tutto esaurito; l’intenso sciame di persone che contornano il campo, altrettanto pieno di altre, ma all’in piedi, rendono una serata speciale per la festa che sta per cominciare.
Sul palco, allestito sotto un lato del palazzetto dello sport, il gruppo musicale emergente, lo stesso che ha provocato il boato di prima (sembrava che si fosse giocata una finale di una competizione importante), finisce la canzone e da posto al sindaco con la fascia tricolore che prende la parola e si rivolge a tutti i partecipanti:
<< Cari concittadini, ringraziamo Dio che ha permesso di far svolgere la nostra festa sotto un cielo stellato e sereno così a rendere magnifica la serata sotto tutti i punti di vista. Ringrazio particolarmente voi, cari marsalesi, di essere venuti, in questo momento, per ricordare la rinascita della nostra città. Visto che quest’anno si è registrata una forte tendenza per la raccolta differenziata e che siamo prossimi al raggiungimento di “Rifiuti zero”, visto che il senso civico è migliorato sotto diversi aspetti, visto che è aumentato l’afflusso turistico anche in altre stagioni diverse da quelle potenziali, visto che la disoccupazione e la delinquenza sono calate fortemente, visto che, ad oggi, la nostra città è diventata un punto di riferimento da seguire come esempio, questa sera, in questo magnifico posto e su questo palco, io e tutta l’amministrazione comunale vogliamo regalarvi dei momenti magici che voi gusterete fra un istante. La concretizzazione di tutti gli obiettivi si è raggiunta grazie alla vostra attenzione e al vostro senso di attaccamento e amore verso il territorio di Marsala. Grazie a tutti voi e adesso passo la parola…anzi, lascio il posto ad un grande cantante che vi accompagnerà per tutta la serata: Ligabue!>>.
Un grande boato di felicità e di euforia sta’ per rompere i vetri di tutte le abitazioni. Da dietro le quinte escono allo scoperto i personaggi della rinomata rock band e attaccano a suonare mentre Ligabue duetta con chitarra e voce:

<< Un conto è volere, vedere le stelle
Un conto è farsi guidare.
Un conto è saperle là in alto e lasciarle un po’ fare.
Un conto è la rabbia che provi a vent’anni
Un conto è la rabbia a quaranta.
Un conto che intanto non sembra cambiare mai niente.
Sai che, Ora e allora è ancora così
A rubare l’amore che si fa rubare… >>

La canzone s’intona perfettamente con la festa marsalese e con la ricorrenza di quel grande giorno.
L’emozione è così forte che mi sento mancare il respiro, incomincio a vedere sfocato e a sentire come se fossi sommerso dall’acqua. Mi sta succedendo qualcosa ma non riesco a capire.
Apro gli occhi e vedo mio padre che mi scuote preoccupato, sento il contatto di altre persone che mi trascinano da un’altra parte. Strano, mi sento un peso piuma come se rimanessi sospeso in aria. Le palpebre degli occhi, pesantissime, vincono la mia forza di tenerle aperte e poi il nero.
Buio totale.
Vedo il nulla, neanche la fine del tunnel con uno spiraglio di luce in lontananza.

 

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